
ITALIACASTER 2026

The Shadows
“The Shadows”: parliamo del gruppo che ha iniziato un’era nella musica leggera europea, aprendo la strada al concetto di “suono”, di “sonorità”, all’idea cioè che le note emesse da una chitarra elettrica non dovessero semplicemente essere amplificate nel volume, in termini cioè di quantità, ma potessero acquisire colori diversi, tali da parlare all’ascoltatore come fanno le voci umane, tutte con la loro timbrica, la loro personalità.
Per entrare correttamente in argomento è opportuno tornare a ciò che accadde una sera di tanti anni fa a Londra. La data è quella del 24 Luglio 1958. Era un giovedì. Malcolm Addey, assistente di Peter Bown, sound engineer titolare presso gli Abbey Road Studios di Londra, nell’ultima quarantina di minuti di una sessione di registrazione di circa tre ore, la prima parte della quale dedicata a mettere su nastro Schoolboy Crush, dopo pochi takes (solo due o tre, lui ricorda in un’intervista), licenzia un nuovo brano cantato dal giovanissimo Cliff Richard (al secolo Harry Webb). Il pezzo dal titolo Move it sarà di fatto il primo brano di Rock & Roll originale inciso da una band inglese: “Cliff Richard & the Drifters”.
Ma per capire come si arriva a questo punto è opportuno fare un altro passo indietro. Torniamo allora a quando il giovane Harry Webb si trova a cantare qualche brano con “The Quintones”, un gruppo vocale formato da compagni di scuola a Cheshunt, una cittadina nell’Hertfordshire, a poco più di 20 Km. da Londra, nel quale lui entra nel 1956 e fa le sue prime esperienze di canto in gruppo. Un paio d’anni dopo, all’età di diciassette anni, come tanti altri teenager di allora, Harry era un appassionato di Rock & Roll, però, a differenza di altri suoi coetanei, non solo aveva una voce molto bella e incisiva ma, cosa non di poco conto, era anche un bel ragazzo. In più, grazie al fatto che se la cavava anche bene con la chitarra, aveva già fatto parte di un buon gruppo di Skiffle, genere musicale allora molto popolare in Gran Bretagna, e proprio all’inizio del 1958 era riuscito a diventare il cantante di un gruppo destinato a diventare molto presto una stella del Rock & Roll: “The Drifters”. Ecco l’organico: Ken Pavey (26 anni, chitarra), Terry Smart (16 anni, batteria), Norman Mitham (17 anni, chitarra) e, per l’appunto, Harry Webb (quasi diciottenne, voce e chitarra).
Fu allora che John Foster, un giovane impresario, li notò e li portò per un’audizione al “2 I’s Coffee Bar”, al n. 59 di Old Compton Street, un locale parecchio noto nel quartiere di Soho a Londra, aperto nel 1956 da due fratelli iraniani (ecco la ragione della denominazione “2 I’s”) e subito dopo rilevato da un gruppo di wrestler professionisti. Proprio là, in occasione di una loro esibizione musicale, i ragazzi incontrarono Ian Samwell, un bravo chitarrista che entrò di buon grado nel gruppo, e che, oltre a notevole abilità come musicista si rivelò presto un eccellente autore di successi. Non passò molto tempo e Harry Greatorex, responsabile della programmazione del “Regal Ballroom” di Ripley nel Derbyshire, li scritturò per una esibizione. Convinto però che fosse importante avere in cartellone il nome di un cantante accompagnato dal suo gruppo, pose la condizione che la denominazione della formazione fosse cambiata in quel modo. In più, dato che il nome Harry Webb suonava abbastanza banale e di poco effetto, suggerì che si agisse anche rinominando il cantante con un nome d’arte. Fu scelto allora di cambiare il nome Harry in Cliff, che letteralmente significa scogliera, parete rocciosa, ma che fa anche pensare alla parola Rock (letteralmente roccia, ma soprattutto Rock & Roll). Il cognome poi, su suggerimento di Ian Samwell, fu cambiato in Richard per richiamare il grande rocker Little Richard, di cui Harry era un sincero ammiratore. Fu così che a Ripley, nel Derbyshire, “The Drifters” divennero “Cliff Richard & The Drifters”.
In quel periodo il quintetto incide il demo Breathless che l’agente George Ganjou propone all’attenzione di Norrie Paramor, produttore della prestigiosa casa discografica “EMI”. Il gruppo viene accettato e si prepara a registrare il primo singolo. Per la facciata A Paramor sceglie Schoolboy Crush, una canzone del cantante americano Bobby Helms, lasciando ai ragazzi la possibilità di proporre un loro brano per la facciata B. Il pezzo c’è, ed è Move It, che Ian Samwell aveva composto nello spazio di una corsa di autobus da casa sua a quella di Cliff.
Per questa sessione in studio, “pesati” artisticamente gli elementi umani che formavano il gruppo e allo scopo di arrivare subito ad un buon risultato, Norrie Paramor decide di usare solo due componenti la band, e precisamente Ian Samwell alla chitarra ritmica e Terry Smart alla batteria, affiancando a loro due turnisti di fiducia: Ernie Shears alla chitarra solista e Frank Clark al basso. Inoltre utilizza il gruppo vocale “The Mike Sammes Singers” per fare i cori in Schoolboy Crush. A registrazioni concluse accade però che (per fortuna!) facciata A e facciata B vengono scambiate, e così Move It diviene il brano principale. Si dice che ciò sia da attribuire al fatto che la figlia di Norrie Paramor, sentiti le due canzoni, si sia decisamente espressa a favore di questa.
Si dice anche che l’importante produttore televisivo Jack Good, che aveva scelto di inserire il gruppo nella sua trasmissione Oh Boy!, avesse preteso che l’unica canzone da usare fosse Move It. Le cose andarono comunque così, e Move It, facciata A del disco, divenne subito un grande successo. Possiamo aggiungere a tutto ciò una nota di colore. Pare che Cliff, in procinto di andare per la prima volta in TV, fosse così nervoso al punto che, non sapendo cosa fare per tranquillizzarsi, si tagliò le basette, con la soddisfazione di riscuotere i complimenti di Jack Good, che gli disse che così appariva senz’altro più originale!
A quel punto è fatta, e Cliff Richard firma il contratto per la “EMI/Columbia”: è il 9 agosto 1958.
Il 12 settembre 1958 il brano Move it entra nelle classifiche inglesi di vendita e raggiunge la posizione n. 2. È il momento del successo, ma anche del primo grande cambiamento. Sì, perché in breve Cliff, sull’onda del consenso di pubblico e delle ovvie richieste per concerti, si trova a dover ricostruire “The Drifters”, ingaggiando musicisti adatti allo scopo. Sostituisce allora Mitham e Pavey (coloro che non avevano partecipato alle registrazioni) con Hank Marvin e Bruce Welch (al secolo rispettivamente Brian Robson Rankin e Bruce Cripps), e poi Samwell e Smart con Jet Harris (al secolo Jeremy Terence Harris) e Tony Meehan, presentandosi in scena non più come cantante chitarrista ma solo come cantante.
Questa è la formazione che nell’arco dei tre anni seguenti sfornerà i successi ancora oggi indimenticabili e indimenticati, e che nel 1959 realizzerà il bellissimo Cliff, un LP live registrato presso gli studi “EMI”, nel quale si percepisce tutta la potenza di fuoco della nuova formazione e il suo enorme potenziale. Questo line up si manterrà stabile fino alla fine del ’61, per poi subire altri cambiamenti che vedremo più avanti.
E così, mentre Cliff viene presentato e valorizzato come l’alternativa inglese a Elvis Presley, “The Drifters” – che nel frattempo, per evitare problemi con una preesistente omonima formazione americana e possibili azioni legali da parte di questa, su suggerimento di Jet Harris, cambiano denominazione in “The Shadows” – consolidano sempre più sound e personalità, dando inizio alla nuova fase gloriosa che vede questo gruppo divenire il simbolo e il prototipo per ogni formazione rock britannica ed europea da allora in avanti, creando contemporaneamente le premesse per la successiva apparizione di un altro incredibile fenomeno britannico: “The Beatles”.
“The Shadows” sotto il profilo discografico non si identificavano con Cliff, tant’è che dalle canzoni registrate con lui non percepivano diritti. Con la “EMI”, fin da quando la loro denominazione era “The Drifters”, avevano un contratto separato che copriva le loro registrazioni. Si verificò csì che avessero loro dischi in classifica (compresi 5 giunti al n. 1), pur comparendo allo stesso tempo in altri di Cliff, per il quale scrissero anche parecchie canzoni. Capitò anche che più di una volta un loro brano strumentale rubasse il posto in classifica a Cliff stesso.
Tra la fine del ’58 e l’inizio del ’59 Cliff sforna ottimi singoli come High Class Baby, Livin’ Lovin’ Doll e Mean Streak, tutti pezzi rock pieni di energia, e la più tranquilla a accattivante Living Doll. Da parte loro “The Drifters”, rifatta la formazione e mutata nel Luglio del ’59 la denominazione in “The Shadows”, proseguono il rafforzamento di un loro repertorio autonomo. E così, sempre con la “EMI”, pubblicano i singoli Feelin’ fine e Don’t be a fool with love, seguiti da Driftin’, Jet Black, Lonsome Fella e Saturday Dance. Nel corso dell’anno il gruppo si esibisce anche in Scandinavia e in Germania, e per un breve periodo, a motivo di un attacco di appendicite, Tony Meehan viene sostituito da Laurie Joseph.
Sarà però il 1960 l’anno dell’esplosione del fenomeno “The Shadows” e dell’affermazione del gruppo come modello per tutti i giovani che in Europa volevano fare musica. Dopo una partecipazione musicalmente significativa con Cliff nel film Expresso Bongo, nel mese di Luglio viene infatti pubblicato il loro disco Apache, con Quatermasster’s Stores come retro. Questo singolo, scritto da Jerry Lordan, suonatore di ukulele, raggiunge subito la vetta della classifica britannica, ed è “disco d’oro” (a quel tempo pari a 1 milione di copie vendute!) in patria e best seller in tutta Europa, determinando, come dicevamo, l’inizio di una nuova era.
La magica novità rispetto a ciò che il mercato già offriva è quel nuovo suono prodotto dalla Fender Stratocaster di Hank Marvin, enfatizzato dagli effetti di ripetizione e alone prodotti da un eco a nastro dell’italianissima Meazzi, combinato con l’atmosfera drammatica creata dalla ritmica di Bruce Welch, dal basso presente e dinamico di Jet Harris e dalle percussioni stringenti della batteria di Tony Meehan; il tutto introdotto da un tamburo cinese suonato da Cliff Richard. Una miscela unica e tuttora scolpita nel cuore di chiunque ami la chitarra elettrica e la musica strumentale!
Alla bellezza dei suoni i ragazzi aggiungono anche un tocco coreografico che caratterizzerà sempre il loro stare in scena. In pratica, secondo la loro filosofia dello stare in scena, ogni brano strumentale, oltre a soddisfare l’orecchio, doveva catturare anche l’occhio, e così ogni frase musicale era da loro interpretata quasi fosse un balletto, con movimenti sincroni di tutti i tre chitarristi, talvolta nella stessa direzione, altre volte con i due esterni (Bruce e Hank) diretti in avanti verso il pubblico e il centrale (Jet) all’indietro, e viceversa, per culminare poi con il classico Shadows walk, un movimento in quattro tempi che prevede, per essere chiari, questa successione di movimenti: il piede sinistro fa un passo in avanti, il destro lo incrocia spostando il baricentro lateralmente, il sinistro rientra alla posizione di partenza, e il destro torna a raggiungerlo. Guardatevi un filmato, e certamente vi sarà tutto ben chiaro!
Da qui in avanti il successo del gruppo sarà travolgente e l’attività si manterrà incessante e ai livelli più alti fino alla metà degli anni ’60. Anche l’organizzazione viene potenziata dalla collaborazione di Peter Gormley, assunto come manager a tempo pieno. Ecco i singoli, che costituiscono tuttora il riferimento per chiunque abbia amato e continui ad amare questo gruppo, pubblicati nel periodo che possiamo definire d’oro, che va dal 1960 al 1965, quando lo straordinario successo dei “Beatles” e di tutta la messe di nuovi gruppi formatisi sulla loro scia mette per la prima volta “The Shadows” – ironia della sorte! – proprio in una zona d’ombra.
Come dicevamo sopra, durante questo periodo la formazione subì ulteriori cambiamenti. A fine ’61 Tony Meehan a conclusione di un periodo piuttosto turbolento nei suoi rapporti con il resto del gruppo, ed in particolare con Bruce Welch, fu costretto ad uscire. Ufficialmente i giornali e le riviste di allora riportarono che la sua fu una scelta libera e del tutto personale, dettata dal desiderio di trovare più tempo per sé e per realizzare altri progetti. In realtà, a quanto si legge nelle varie biografie del gruppo e in interviste ai vari componenti, sembra che la sua indisciplina e insofferenza a seguire i tempi e i ritmi della vita in tour siano state le cause vere dei dissidi.
Il punto di non ritorno pare sia stato raggiunto quando Tony, alla fine di un tour in Sud Africa, non si svegliò il mattino in cui era previsto il ritorno a Londra e perse l’aereo! A questo proposito, incontrando Tony verso la fine degli anni ’90, gli chiesi come fossero andate le cose nel gruppo e quale fosse la sua verità, ed egli mi disse molto tranquillamente che non c’era nessun problema di cattiva volontà o menefreghismo. “Avevo 16/17 anni a quel tempo – mi disse – e i ritmi cui ero sottoposto erano veramente stressanti, per cui dormire per me era una necessità primaria. Purtroppo gli altri, ed in particolare Bruce, non riuscivano a capirlo”.
Tony dopo l’uscita dal gruppo avviò realmente un percorso artistico personale – sviluppatosi poi in un progetto a due, con Jet Harris, che a sua volta l’anno dopo fu costretto ad andarsene – che lo vide stabilizzarsi poi come produttore musicale presso la Decca. A sostituirlo fu Brian Bennett, proveniente da gruppo “Marty Wilde’s Wildcats”, e poi “The Krew Kats”. Nella primavera del ’62, come appena accennato, anche Jet Harris fu costretto a uscire. Il motivo in questa occasione non fu l’indisciplina, ma la sua dipendenza alcolistica.
Fu ancora una volta Bruce Welch a gestire la soluzione del problema, mettendo Jet con le spalle al muro e costringendolo a fare le valigie. Il suo posto fu occupato da Brian “Licorice” Locking, bravo bassista e armonicista, anche lui proveniente da “The Krew Kats” e in procinto di passare stabilmente nella band di Adam Faith.
Frattanto Meehan e Harris formarono a tamburo battente un duo strumentale e vocale di grande successo, raggiungendo il n. 1 nella classifica inglese di vendita con Diamonds, altro fortunato brano di Jerry Lordan, l’autore di Apache. In proposito val la pena ricordare che alla registrazione di questo brano collaborarono i futuri “Lez Zeppelin” Jimmy Page alla chitarra acustica e John Paul Jones al basso, cha allora avevano rispettivamente 18 e 16 anni. Il duo “Harris – Meehan” ebbe poi ancora grande successo con Scarlett O’Hara, per concludere il sodalizio con altri brani di minor rilievo.
Con l’Ottobre del 1963, dopo solo 18 mesi di attività negli Shadows, Brian Locking, desideroso di dedicarsi con intensità alla sua attività di Testimone di Geova, se ne andò, rimpiazzato da John Rostill, un professionista di alto livello, un session man che collaborò, prima e dopo l’esperienza con “The Shadows”, con parecchi dei migliori artisti britannici e non. Il suo stile combinava la grande inventiva di Jet Harris con la solidità e affidabilità di Brian Locking.
Questa formazione restò immutata fino all’Ottobre del 1968, quando Marvin e Welch decisero di sciogliere il gruppo. Prima di questo evento, pur non raggiungendo più i primissimi posti nelle classifiche di vendita, la loro produzione fu comunque, anche grazie al contributo creativo di Rostill, molto innovativa e spaziò tra un’ampia varietà di stili e suoni, creando i vari brani di grande livello che abbiamo elencato sopra, il più popolare dei quali fu The Rise and Fall of The Flingle Bunt. Da notare poi che dal 1965, visto il successo dei “Beatles” e della nuova ondata di gruppi a prevalente impostazione vocale, “The Shadows” stabilirono un cambio di rotta e cominciarono a proporre singoli formati da un brano cantato e uno strumentale, piazzandoli quasi tutti tra le top 30.
Dopo più di un anno dallo scioglimento “The Shadows” realizzarono una riunione il 31 Dicembre del 1969 per presenziare in qualità di ospiti alla trasmissione televisiva Pop Go The Sixties della “BBC”, nel corso della quale suonarono Apache e accompagnarono Cliff Richard in Bachelor Boy. A questa apparizione seguì la partecipazione del gruppo alla serie televisiva della “BBC” It’s Cliff Richard!.
Gli anni successivi videro i membri del gruppo impegnati in progetti diversi, tra i quali il più rilevante fu il trio vocale “Marvin, Welch and Farrar”, ideato da Welch e Marvin e realizzato cooptando John Farrar, a quel tempo membro del gruppo australiano “The Strangers” e marito di Pat Carrol, già partner artistica di Olivia Newton Jones, cui Bruce Welch era a quel tempo sentimentalmente legato. La qualità dei prodotti musicali del nuovo trio era veramente alta, ma nel cuore del pubblico c’erano sempre “The Shadows” e i loro vecchi successi.
Tra alterne vicende, compresa l’uscita di Bruce Welch dal trio nel 1972, si arrivò così al 1973, quando John Rostill fu trovato morto nel suo studio. Il coroner classificò l’evento come suicidio. Questa tragedia nella sua drammaticità ebbe comunque l’effetto positivo di riportare tutti alla realtà, e a far decidere a Marvin e Welch di ricomporre “The Shadows” una o due volte l’anno per registrare nuovo materiale, mantenendo John Farrar nella formazione al posto di Rostill, sempre con Brian Bennett alla batteria. Il risultato fu la pubblicazione a Novembre 1973 del nuovo album Rockin’ With Curly Leads, contenente 10 brani originali, una cover degli “Who” e una dei “Beach Boys”.
Nel 1976 John Farrar lascia il gruppo, sostituito da Alan Jones. Nel 1978 “The Shadows”, per sostenere le nuove esigenze degli arrangiamenti di Cliff Richard, si dotano di un tastierista fisso, Cliff Hall, un musicista molto capace e versatile, che resterà con loro sino alla fine, collaborando dagli anni ’90 in poi anche con Bruce Welch nella formazione “The Moonlight Shadows”.
Nel 1980, dopo 20 anni dagli esordi, “The Shadows” lasciano la EMI e firmano un contratto discografico con la “Polydor Records” e, quasi a sottolineare l’importanza della nuova avventura intrapresa, in Settembre pubblicano l’album Change of Address. Nel 1983, per il 25° anniversario di attività, pubblicano The Shadows Silver Album e, nel Luglio dell’anno successivo si uniscono nuovamente a Cliff per una serie di concerti celebrativi alla “Wembley Arena” e al “Birmingham National Exibition Center”.
Nel 1989 ci fu un’altra riunione con Cliff al “Wembley Stadium” per celebrare il loro trentennale. La serata si chiamò The Event, e là, di fronte a 144.000 persone, Cliff chiamò in scena Jet Harris e Tony Meehan, membri originali della formazione storica del gruppo, ad eseguire con lui Move It!
Il 30 Giugno 1990 “Cliff and The Shadows” furono nuovamente in scena davanti a 120.000 persone a Knebworth Park, insieme a Paul McCartney, Phil Collins, Elton John e “Tears For Fears”, per un concerto di beneficienza a favore dei bambini disabili e dei giovani musicisti. Il concerto fu ripreso in mondovisione e raccolse 10,5 milioni di dollari! Il successivo 1° Dicembre Brian Bennet, dopo un ultimo concerto a Southampton, lasciò il gruppo, proprio alla vigilia dell’inizio di un Final Tour. È del Settembre dello stesso anno la pubblicazione di Reflection, l’ultimo album realizzato dal gruppo prima dello scioglimento.
Nel Dicembre del 2004 tutti i membri degli Shadows viventi a quel tempo furono insigniti del “O.B.E. (Order of the British Empire), onorificenza che Marvin rifiutò “per ragioni personali e private” strettamente connesse, a quanto si racconta, con la sua fede di Testimone di Geova.
L’anno dopo, il 20 Novembre 2005, Tony Meehan morì tragicamente, cadendo dalle scale della propria casa a Londra mentre sua moglie era fuori casa con i figli.
Dopo l’ultimo scioglimento di cui abbiamo parlato poco fa ci furono altre riunioni, la prima delle quali fu nello stesso anno per un Farewell Tour, quando The Shadows registrarono Life Story, scritta da Jerry Lordan e inclusa nell’omonima raccolta contenente registrazioni dei loro successi degli anni ’60 e ’70 effettuate negli anni ’80. In questa circostanza Marvin, Welch e Bennett furono accompagnati alle tastiere da Cliff Hall e al basso da Mark Griffiths, già in organico nella band di Cliff Richard.. Il tour ebbe molto successo, tanto che fu esteso all’Europa continentale, con una sola variazione, e cioè Cliff Hall fu sostituito alle tastiere da Warren Bennett, figlio di Brian.
Il 27 Maggio 2007 Marvin, Welch e Bennett furono ospiti d’onore al Marty Wilde’s 50th Anniversary Concert al “London Palladium”, dove eseguirono Move It, cantata da Marty Wilde. A questo evento parteciparono anche Jet Harris e Brian Locking.
L’11 December 2008 Cliff and The Shadows si esibirono al Royal Variety Performance, annunciando l’imminente tour per il 50° Anniversario, che iniziò nel Settembre 2009 e comprese 36 concerti tra UK ed Europa continentale, con una coda in Australia, Nuova Zelanda e Sud Africa. L’anno successivo Cliff and The Shadows tennero The Final Reunion alla “O2 Arena” a Londra, di cui esiste la registrazione completa in DVD, un prodotto davvero bello, realizzato senza risparmio di mezzi. Nello stesso anno Reunited, un nuovo album contenente nuove versioni di loro grandi successi, arrivò al n. 4 della UK Album Chart, mentre Singing The Blues, il primo singolo di “Cliff Richard & The Shadows” dopo 40 anni dall’inizio della loro attività, arrivò al n. 40 della UK Single Chart, ed è il più recente brano di Cliff nella Top 40 Hit.
Il 18 Marzo del 2011 giunge la notizia della morte di Jet Harris.
Il 1° e il 2 Marzo 2014 Welch, Bennett, Mark Griffiths e Warren Bennett eseguirono due brani degli Shadows (Apache e Wonderful Land) al concerto per i 70 anni di Albert Lee, alla “Cadogan Hall” di Londra, con Albert Lee alla chitarra solista. Nello stesso anno “The Shadows” registrarono una loro interpretazione del brano The Appointment di John Barry per l’album Shadowing John Barry, che Brian Bennett pubblicò nel 2015. Sembrava che ciò preludesse ad una nuova riunione con altro tour con Cliff Richard, ma ciò non avvenne.
Il 1° Maggio 2020 la “BBC4” mandò in onda The Shadows at Sixty, un bellissimo documentario che raccontava i loro successi a 60 anni da Apache, con interviste a Marvin, Welch e Bennett, documenti inediti dei loro inizi, e i tre che eseguivano una nuova versione dello stesso brano, senza basso e percussioni.
L’8 Ottobre 2020 passa a miglior vita anche Brian “Licorice” Locking.
Infine, il 17 Dicembre 2022, “BBC2” manda in onda Cliff at Christmas, dove Welch e Bennett in veste di ospiti eseguono Move It.
Per capire quanto “The Shadows” abbiano significato nella storia della musica contemporanea vale la pena ricordare che, ancor prima che “The Beatles” occupassero l’intera scena musicale inglese, europea e mondiale, George Harrison e John Lennon composero e registrarono nel 1961 un brano dal titolo Cry For A Shadow!
Ricchi premi in gettoni d’oro a chi indovina a chi si ispiravano!
Aggiungiamo un’altra considerazione. Abbiamo visto che tutto iniziò nel 1958, quando Move It fu registrata, per divenire subito un grande successo discografico, iniziando una storia tuttora viva. Bene, in quel momento ecco le età dei personaggi destinati ad entrare e rimanere ben saldi nella storia della musica e nel cuore dei loro ammiratori: Cliff Richard 17 anni e 9 mesi, Hank Marvin 16 e 9 mesi, Bruce Welch 16 e 8 mesi, Jet Harris 19, Tony Meehan 15 anni e 4 mesi. Insomma, erano dei ragazzini!
The Beatles, che erano anagraficamente coetanei, entrarono in scena quattro anni dopo, e poterono muoversi su un terreno già ben arato e fertilizzato, maturo per qualsiasi novità avente caratteristiche di grande qualità, perché “Marvin & Co.” avevano alzato l’asticella ad un livello tale da consentire il grande successo solo ad altri veri “maestri”, e “The Beatles” lo erano senza “ombra” di dubbio! Ecco perché possiamo chiudere la nostra chiacchierata con un’affermazione che non è certo temeraria, e cioè che senza “The Shadows” la musica giovane e popolare avrebbe quasi certamente preso un’altra strada! E ancora senza “ombra” di dubbio!
Vanni Lisanti e Pierpaolo Adda
DISCOGRAFIA
1960
Apache / Quatermasster’s Stores Disco d’oro
Man of Mystery / The Stranger Disco d’argento
1961 Singoli
F.B.I. / Midnight Disco d’argento
The Frightened City / Back Home Disco d’argento
Kon Tiki / 36-24-36
Shadoogie / Blue Star / Quatermasster’s Stores
The Savage / Peace Pipe (dal film The Young ones)
1961 Album:
The Shadows
1962 Singoli:
Wonderful Land / Stars Fell on Stockton Disco d’argento
Guitar Tango / What a Lovely Tune Disco d’argento
The Boys / The Girl
Dance on / All Day Disco d’argento
1962 Album:
Out Of The Shadows
1963
Foot Tapper / The Breeze And I (dal film Summer Holiday) Disco d’argento
Atlantis / I Want You To Want Me Disco d’argento
Shindig / It’s Been A Blue Day
Geronimo / Shazam
1964 Singoli:
Theme for Young Lovers / This Hammer (dal film Wonderful Life)
The Rise And Fall of The Flingle Bunt / It’s A Man’s World
Rhythm & Greens / The Miracle
Genie with the Light Brown Lamp / Little Princess
1964 Album:
Dance With The Shadows
1965 Singoli:
Mary Anne / Chu-Chi
Stingray / Alice in Sunderland
Don’t Make My Baby Blue / My Grandfather’s Clock
The War Lord / I Wish I Could Shimmy Like My Sister Arthur
1965 Album:
The Sound of The Shadows
- 01-The-Shadows
- 02-Malcolm-Addey-a-destra-Cliff-in-piedi-e-Norrie-Paramor-a-sinistra
- 03-The-Quintones-con-Cliff-primo-da-sinistra
- 04-2-Is-Coffee-Bar-nel-1959
- 05-Ian-Samwell
- 06-The-Drifters-nella-formazione-presentata-alla-EMI
- 07-Ernie-Shear
- 08-Frank-Clarke
- 09-The-Drifters-definitivi-poi-divenuti-The-Shadows
- 10-Jack-Good
- 11-Expresso-Bongo-nel-1959
- 12-Apache
- 13-The-Shadows-in-scena-in-perfetto-allineamento
- 14-Foto-pubblicitaria-per-il-singolo-F.B.I.-nel-1961
- 15-The-Shadows-con-Brian-Locking-il-secondo-da-sinistra
- 16-Peter-Gormley
- 17-Jet-Harris-and-Tony-Meehan-.-EP-con-Scarlett-Hara-e-Diamonds
- 18-The-Shadows-con-John-Rostill-il-secondo-da-sinistra
- 19-Marvin-Welch-Farrar
- 20-The-Shadows-con-John-Farrar-il-alto-a-sinistra
- 21-The-Shadows-con-Alan-Jones-e-Cliff-Hall-rispettivamente-primo-e-secondo-da-sinistra
- 22-La-croce-O.B.E.-Order-of-the-British-Empire
- 23-Mark-Griffiths
- 24-Cliff-and-The-Shadows-The-Final-Reunion-il-poster
- 25-Cry-For-A-Shadow

























